Sono le 20:30 di una blanda - si è il termine più adatto - giornata tardo domenicale e non ho nessuna novità rilevante da segnalare, a parte innumerevoli vittorie a Risiko che innalzano le mie quotazioni di stratega del gruppo (mi sento un pò Stewie dei Griffin).
Nessuna novità a parte lei, la piccola bustina della mia casella email che mi segnala qualcosa di ricevuto.
Leggo il mittente: Sergio Cammariere.
Ora, non è che io e Sergio ci sentiamo quotidianamente per andare a bere cioccolata calda con i pasticcini, però capita che lui o il suo fan club mi comunichino novità rilevanti(visto che sono una sua fan sfegatata e ci siamo anche conosciuti di persona, vista la mezza parentela), perchè io, fedele apostola, divulghi la parola.
Allora eccomi qui e, cosa strana, c'è una buffa coincidenza.
L'evento comunicato è la nuova uscita del film di Calopresti, l'Abbuffata, per il quale lui ha composto le musiche.
Ora si da il caso che:
1) esattamente un mese fa, la sottoscritta partecipava e allestiva una conferenza in cui Calopresti era uno dei relatori, avendo così occasione di parlarci e conoscerlo di persona (anzi, per la precisione ci siamo contesi un bignè del buffet..e io ho avuto - naturalmente - la meglio;)
2) la sottoscritta è legata per motivi personali in parte alla Calabria (ove il film è stato ambientato)
3) la sottoscritta adora Cammariere, che scrive per Calopresti la colonna sonora (come suddetto)
4) la sottoscritta ha rinunciato all'ultimo a lavorare per la festa del cinema di quest'anno ove il film è stato presentato.
Qualcosa mi dice che devo vederlo assolutamente, troppe le coincidenze sospette (o le mie seghe mentali?)
In attesa di risposte (e di una mia recensione del film dopo che ne prenderò visione) vi allego la presentazione del film che ho ricevuto fatta dal suo regista:
L’ABBUFFATA
“Se qualcuno ha qualcosa di cui ha bisogno nella vita se la deve andare a prendere, ovunque essa sia.”
Ho lasciato la Calabria da bambino. Ricordo ancora quando presi il treno che mi portò a Torino, insieme alla mia famiglia – quattro bambini lontani dall’adolescenza e due genitori non ancora trentenni – per intraprendere il viaggio più importante ed esaltante della mia vita: in poco meno di dodici ore di treno smisi di essere un ragazzo di Calabria con la valigia di cartone, diventai un uomo del mondo.
Semafori e grandi strade, fabbriche, negozi, molte luci e tanta gente: erano queste le prime immagini che ricordo di Torino.
Da allora ho potuto studiare, viaggiare, incontrare il mondo e, finalmente, tornare là dove sono nato non soltanto per le vacanze, ma per lavorare.
Per fare i miei film. Ho ricominciato ad appropriarmi dello sguardo sulla Calabria girando L’abbuffata, che ho ambientato a Diamante, paese sul Tirreno dove a Novembre ti sembra di stare ai Caraibi e pure meglio.
Mi sono ritrovato a pensare che per conquistare il benessere, un lavoro meraviglioso e un po’ di felicità avevo comunque perso, per molto tempo nella mia vita, panorami e tramonti, colori e odori.
Ho cercato di capire come riuscire a farcela partendo da lì quando si è ragazzi, da quei posti stravolgenti nella loro bellezza e intanto così difficili,
da posti dove non succede mai nulla, oltre il solito maledetto modo di vivere e sopravvivere.
Ho provato a pensare che c’è un momento della vita in cui si ha solo il tempo per il sogno, il sogno delle cose belle che si vogliono realizzare.
Così ho raccontato la storia di ragazzi che non sanno nulla, ma che desiderano e rincorrendo quel desiderio, pensano a come realizzare il loro sogno.
A me dopotutto è successo.
Ho fatto i film e ho imparato tutto da solo. Ci ho provato e ce l’ho fatta.
Mimmo Calopresti
| inviato da
AguaDeLuna il 18/11/2007 alle 20:34 | |